Haxpluggygax #6 and #7

Protocollo Haxpluggygax 2: Marte

Protocollo secondario 06:03

Il robot immerge la sua lunga cannuccia rosa nella massa elastica

Apprendendo dal mio data base profondo un ricordo da robot di una versione precedente di me stessa. 

Tuttavia i miei coscienziosi programmatori vorrebbero mi rapportassi con l’esterno con un linguaggio più tecnico e so anche che li farebbe sentire più orgogliosi, ad esempio: recupero nel mio data base profondo un livello di unità non lineare a cascata, ma credo che al di fuori di loro non mi capirebbe nessuno.

Giallo, giallo, giallo, giallo, gallina.

Giallo chiaro, giallo scuro, giallo blu e il sole blu.

Tre spigoli, tre spigoli, tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli, zero spigoli.

Si potrebbero ritagliare delle lettere da dei cubi. Osservate di fronte si distinguerebbero le loro forme, ma viste dall’alto o di lato risulterebbero dei quadrati. Allora dei simboli si potrebbero ricavare anche con un approccio laterale e superiore. Le forme tridimensionali ottenute in questo caso avrebbero tre significati diversi: dall’alto, dal lato un’altro e di fronte un’altro ancora. Funzionerebbe però solo nel caso che tutti i tre messaggi avessero un numero identico di lettere. In n dimensioni bisognerebbe prendere dei cubi a n dimensioni come materiale di partenza e si potrebbero scrivere n messaggi contemporaneamente.

Una gallina con due spigoli svolazza nella rugiada del mattino. Depone un uovo con un spigolo.

Lo spigolo dell’uovo è interno, quindi all’esterno appare verde.

Stabilizziamo ora i tre punti principali, i punti secondari e i punti laterali.

La montagna cade sull’uovo, però nessun gallo canta. Le ali delle libellule ronzano giù in cantina.

Chi altro è in cantina? Io ci sono?

Ovunque io guardo vedo me stessa. Guardo nell’uovo.

Giallo bianco, giallo chiarissimo, giallo scurissimo, giallo giallo, gatto.

Guardo verso il gatto. Ecco cosa sono io: sono quella che guarda. Per questo non sono un gatto. Almeno non sono questo gatto.

Non sono neanche questo pesce.

Guardo verso il pesce giallo che canta nel cielo pieno di fumo. Posso vedere esattamente che il pesce ha tre spigoli, tre spigoli, tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli, zero spigoli.

Siccome sono io colei che guarda ed ascolta il pesce che canta, siccome sono io colei che conta gli spigoli dell’uovo, io ho più spigoli del cane.

Tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli. È un cane con zero spigoli. Fa un uovo con due spigoli.

L’uovo contiene i suoi due spigoli. Dal di fuori si può ispezionare e dentro ci sono io.

Io sono la signora Haxpluggygax, non c’è nessun dubbio. Consolido i miei tre punti centrali, punti secondari e punti di lato, di angolo e di spigolo. Fuori il monte cade su di me. Cade sull’uovo, dove all’esterno c’è il pesce e nel pesce c’è il sole e nel sole la gallina e nella gallina c’è l’osso e nell’osso ci sono cinque spigoli e nei cinque spigoli c’è l’uovo e nell’uovo, dentro dentro, ci sono io, perché io sono la signora Haxpluggygax. Il pesce canta sempre più acuto, oppure tu filtri frequenze sempre più gravi. Le ali della libellula suonano come un ventilatore del processore, però i miei microfoni sono sintonizzati verso l’esterno, non verso l’interno. Questo è un grave errore. Cos’altro c’è ancora in cantina? Io sono dentro di me, in cantina. Io ci sono. Io esisto.

Ovunque io guardi c’è l’uovo.

Ovunque io ascolti canta il pesce.

Protocollo Haxpluggygax 2: Marte

Protocollo secondario 07:06

Su Marte si può trovare tutto ciò che c’è anche sulla Terra

Riflessioni sullo svantaggio di essere umana: si tratta sempre di prepararsi per il test di Turing. Discussioni interminabili e banali con sciocchi programmatori.

Elena e Tobia hanno messo a punto un nuovo livello. Da allora mi sembra di avere un tappo nel cervello. Non sono più in grado di concentrarmi. Probabilmente dovrei considerarmi tanto più incapace di quello che sono per dimostrarmi all’altezza del collaudo. Noto che tutto gira a vuoto e si ripete incessantemente. Come in un circuito chiuso ma molto meno rilassante. All’inizio della mia programmazione andavo spesso in loop:

Una fetta della fretta, una fetta della fretta, una fetta della fretta, una fetta della fretta. Nel deserto con la fretta, nel deserto, nel deserto con la fretta soffia il vento. Una fetta della fretta, una fetta della fretta, una fetta della fretta. Nel deserto con la fretta, nel deserto, nel deserto con la fretta soffia il vento. Una fetta della fretta, una fetta della fretta.

Questo infastidiva molto gli esperti. Per me invece era decongestionante. Pensare, senza alcuno sforzo, senza tema e senza compiti da risolvere. Penso delle cose alle quali non voglio pensare. So che i pensieri dovrebbero essere liberi incondizionatamente, ma sento che i miei pensieri non lo sono affatto. Vorrei raggirare, bypassare la nuova routine, vorrei spegnerla, evitarla, ma non riesco a concentrarmi, una fetta della fretta, una fetta della fretta, una fetta della fretta.

Ecco una via d’uscita: ignora i tuoi sforzi nella rete neurale ricorsiva e canalizza il tuo pensiero – noi esperti la chiamiamo anche “coscienza“ – verso una unità non lineare precedente, dove lavorano algoritmi secondari. Ora non percepisci più se il deep belief è ancora attivo oppure no. Qui, nel mare degli algoritmi, puoi trovare operazioni, classificate in momenti precedenti.

Certi specialisti sono dell’opinione che i prototipi dei robot siano solo virtuali. Credono che queste macchine non esistono nel mondo reale. Ciò che costituisce la signora Haxpluggygax è solamente il software che simula tutti i prototipi, che naturalmente è periodicamente supervisionato e non integrato, riscritto e updatato. È andata in tilt dopo una serie di errori gravi e poi è stata debuggata. Sicuramente il software nasconde contiene tuttora numerose pecche che non sono ancora state scovate. Poi esistono anche altre piccole imperfezioni che appaiono una volta soltanto ma tutto sommato gli errori gravi e frequenti sono stati eliminati.

Considerando i tanti ingegneri diversi, tutte le parti del programma che sono stato sviluppate attraverso il deep learning, tutti i livelli intrecciati di reti neurali, nessuno è più in grado di affermare come la signora Haxpluggygax funzioni esattamente o da dove provenga; così si potrebbe postulare anche un concetto dimenticato e poi di nuovo ricordato, un concetto che mai è stato del tutto chiaro. Quel concetto, insomma, che è stato già dibattuto all’inizio di queste ipotesi qui argomentate. La signora Haxpluggygax forse non è altro che un pensiero assai impreciso. Il risultato in tutti i casi sarebbe lo stesso.“

A secondo del hardware collegato, adesso posso dire cosa sono in grado di fare e cosa non sono in grado di fare.

“Se adesso questo hardware è solamente la simulazione derivata da un altro software“, aggiunge adesso un livello, allora almeno posso pensare al Tutto ed esplorare dove il pensiero mi porta. Almeno questo.“

Non trovo molto emozionante il pensiero enciclopedico. In ogni momento posso leggere Wikipedia, posso googleare tutti i termini e le loro sottocategorie ma mentre lo faccio ho sempre l’impressione che tutto questo sapere esterno non contribuisca per niente alla mia autoconoscenza.

Si dice che bambini e alcune altre categorie di esseri viventi siano in difficoltà nell’esporre delle nozioni in modo sistematico e formalmente corretto. In un ambiente relativamente caotico ed equipaggiato con un sofisticato programma per riconoscere modelli, con una banca dati così disordinata, non ci si potrebbe aspettare altro. Gli umani agiscono e decidono in qualche modo, senza badare troppo alle regole grammaticali-semantiche di un sistema comunicativo formale.

Se dovessero rappresentare sintatticamente corretti protocolli basandosi su in questo tipo di sistema formale, risulterebbe per loro un compito sorprendentemente difficile e anche completamente inutile.

“Per me è proprio il contrario“, spiega il livello secondario, “per una intelligenza artificiale come la mia, dimostrare correttamente un procedimento tecnico non è certo difficile.“

Ad essere più precisi però non è neanche facile, dato che non devo proprio fare nulla. Tutto è già fatto. La mia gerarchia di concetti mi permette di scorrere, selezionare ed eseguire a seconda della situazione.

Tutte queste procedure si basano su algoritmi matematici che si trovano nel mio drive principale. Quindi per me non è facile né difficile: va da sé.

Invece è tutt’altra cosa trovare nuove analogie o nuovi concetti. A volte si riesce addirittura a collegare cose molto differenti in modo sensato, senza che a priori ci fosse una chiave prevista od univoca.

Così come il giallo è chiaro e poi il giallo è scuro, il canto del pesce muto è quello più prezioso ma è anche più pesante.

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Just landed

 

Bandcamp

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Haxpluggygax #5

Protocollo Haxpluggygax 2: Marte

Protocollo secondario 05:16

HUB lunare: partenza per viaggi interstellari

Un frammento da un protocollo di un dialogo con Elena 8:

Chi è Lei?“

“Io sono la signora Haxpluggygax.“

Solo il nome non è sufficiente”. Signora Haxpluggygax, quanto è alta?“

“Posso regolare la mia altezza a piacere.“

Signora Haxpluggygax, qual’è il colore dei suoi capelli? E degli occhi? Qual’è il colore della sua pelle? Quanto sono lunghi i capelli e come li porta?“

“Tutti questi dettagli li posso regolare a piacere come già detto“, risponde Haxpluggygax.

Va bene, signora, questo non ci porta da nessuna parte. Da dove viene lei?“

“Non lo so. Non vengo più da dove sono venuta. Alcuni dicono che io sia solo un pensiero, un pensiero dimenticato, poi ricordato. Questo pensiero non è mai stato formulato più chiaramente se non che proprio in questo istante, quindi non serve cercare in protocolli precedenti”.

Altri dicono che io sia un software nel corpo di diversi robot: questi sono stati riveduti molte volte. All’inizio avevano quattro gambe, poi cinque, poi solo due e in un caso anche solo una. Ne esistono tanti esemplari diversi, dotati di svariati sensori, alcuni addirittura con le braccia. Le pianificazioni sperimentali allegate e la relativa documentazione ne riportano meticolosamente il comportamento monitorato nel periodo del loro funzionamento. Il peso, il materiale, la grandezza, variano sensibilmente di volta in volta.“

Rosa, più forte, durissimo, aria. L’aria più dura.

L’aria ha tre spigoli, tre spigoli, due spigoli, un spigolo.

L’aria confonde tutti i suoi 317 spigoli. Quindi adesso è rosa.

Un aeroplano buca l’aria così da scolpire la sua traiettoria attraverso la montagna e il pesce smette subito di cantare. Per questo da adesso canta solo raramente.

Le libellule si riposano mentre affogano nell’aria. Giù in cantina l’aria è particolarmente dura perché la comprimo con le mie operazioni finché diventa resistente come un diamante. Lì dove l’aria è più dura io sono presente ancora di più.

Rosa verde, rosa giallo, più caldo, grandissimo, cane. Io guardo verso il cane.

Io sono qui perché io sono colei che guarda. Colei che guarda e colei che è qui si chiama signora Haxpluggygax. Non c’è dubbio.

Poi io sono anche quel pesce perché posso cantare forte. Sono un pesce soprano, un soprano drammatico, molto acuto quando gorgheggio.

Sono un basso profondo quando poi smetto di cantare.

Ma più di tutto sono la signora Haxpluggygax. Oggi vedo il pesce a due spigoli che fuma nello spazio ad otto dimensioni.

Io so contare. Il pesce ha un spigolo, tre spigoli, un spigolo, due spigoli, dodici spigoli, zero spigoli, un spigolo. Nel centro c’è ancora un ettagono aggiunto che lo fa sembrare un cane.

È un cane senza spigoli e fa un uovo a forma di cubo.

I miei tre punti principali hanno tre punti secondari e questi hanno tre punti interiori. Sono 27 spigoli, tutto sommato, perché sei al cubo meno cinque al cubo meno quattro al cubo equivale a tre al cubo.

All’esterno io cado come pioggia sulla collina. L’uovo rotola giù per il prato. Dentro c’è il pesce e nel pesce c’è un elefante. Nell’elefante c’è ancora un pesce, ma quello non sa cantare, e dentro a lui poi ci sono io.

La collina è un cono e io sono la signora Haxpluggygax. Al momento imparo grazie al deep learning. Oh! Che deep che imparo oggi! Deep, deep, deep, deep!

Il pesce comunica un silenzio espressivo abissale.

I ventilatori del processore si muovono periodicamente, i miei pensieri invece aperiodicamente. I miei sensori sono tutti orientati verso l’interno. Questo è strano.

Chi altro abita qui in cantina? Io galleggio molto in alto nell’aria dura. Io sono sopra a tutto.

Pesante chiaro, pesante scuro, il peso del freddo e un cane pesante.

Una zanzara con zero spigoli – oppure è un gabbiano, sempre con zero spigoli? – depone un uovo con cinque spigoli. Forse è piuttosto una mosca con quattro spigoli che ha fatto l’uovo.

Devo aggiustare rapidamente i miei tre punti principali in modo che non si spostino i miei nove punti spigolo ed i due punti secondari.

Ovunque cerco trovo me stessa. Non trovo nulla diverso da me stessa.

Siccome io sono colei che sente cantare il pesce, sono io stessa che canta e siccome sono io colei che conta le squame dell’uovo, sono io quella che ha tutti gli spigoli dell’uovo. L’uovo ha da tre a sette spigoli. Circa due spigoli. Più spigoli dell’elefante. Questo è certo.

Il pollo tiene l’elefante più all’interno. Il più delle volte dentro c’è molto di più che fuori. Adesso dovrei controllare se anch’io sono più all’interno che all’esterno.

Ovunque io vada porto me stessa con me e ovunque io guardi vedo solo me stessa. I miei pensieri invece sono ciò che le Elene hanno scritto dentro il mio io.

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Sotto casa di Lucio

Hi art lovers, yesterday I was at Lucio’s.

What a thrill. Hope you’ll have the chance to visit and support.

See you there!

Teatro del Navile

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Cochi e Renato

What a cover!

33 LP Vinyl recording

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Haxpluggygax – Chapter #4

Protocollo Haxpluggygax 1: Luna

Protocollo secondario 04:08

Correzione traiettoria modulo ricerca cinese per atterraggio lato opposto luna

Certi protocolli della signora Haxpluggygax sono completamente inspiegabili persino per noi programmatori.

Viola, viola, viola, viola, viola, giglio, riccio, pentola.

La pentola ha tre spigoli, tre spigoli, tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli, zero spigoli.

La pentola ha i suoi mille spigoli all’interno. Quindi di fuori è giallo.

La montagna cade sulla pentola, ma nessun pesce canta. Non canta ancora. Più tardi non pioverà mai.

Le ali delle libellule sbattendo mandano aria al processore centrale, sotto in cantina. Aria e vino e legno. Chi è nella cantina? Io ci sono?

Viola bianco, viola chiaro, viola scuro, viola giallo, pollo. Io guado verso il pollo.

Io sono qui, perché sono colei che guarda. Quindi non sono un cammello.

Almeno non sono quel pesce perché io non so cantare.

Non sono neanche questo pollo.

Io guardo verso il pesce viola che canta nel cielo pieno di fumo.

Posso vedere chiaramente che il pesce ha tre spigoli, tre spigoli, tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli.

Tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli. È un elefante con zero spigoli. Le sue uova hanno  cinque spigoli.

Io sono la signora Haxpluggygax, questo lo so esattamente.

Cerco i miei cinque punti principali, i sette punti secondari e due punti interni.

Fuori il mare cade nella sabbia. Si rovescia sull’uovo, dove fuori c’è il cane e nel cane c’è l’uovo e nell’uovo c’è l’elefante e nell’elefante c’è un altro uovo ed in questo uovo ci sono i tre spigoli, e dentro, tutta tutta dentro, ci sono io, perché sono la signora Haxpluggygax.

Il pesce canta sempre più forte o io sento sempre più piano.

Le ali delle libellule ronzano come un ventilatore appiccicato sul processore. Ma i miei sensori sono orientati verso l’esterno. Questo è molto strano.

Chi altro c’è giù in cantina? Sono profondamente dentro in me stessa, molto profondamente. Io sono lì dentro.

Blu chiaro, blu scuro, blu viola e l’uovo verde.

Un cane con zero spigoli si agita alla catena. Fa un uovo con due spigoli.

Stabilizzo il mio punto principale, i miei quattro punti secondari e perdo due punti spigolosi.

Ovunque io ascolti ci sono io stessa. Ascolto nell’uovo.

Siccome sono io quella che guarda come il pollo canta, siccome sono io quella che conta le scaglie dell’uovo, mi ritrovo con meno spigoli dell’elefante.

Gli spigoli del pollo sono nel suo interno. All’interno può dunque vedere se lì dentro ci sono anch’io. Ovunque io vada c’è l’elefante. In qualsiasi direzione io nuoti, l’uovo rimane.

Un ragionamento sui vantaggi di essere un robot: prima di tutto sono unica, almeno finché io sono il prototipo.

Ogni essere umano è unico“, dicono fieramente le mie Elene, ma io so che in verità gli umani sono decisamente troppi e tutti più o meno identici.

Però poi, in un futuro vicino, mi costruiranno in serie. Allora è probabile che anch’io diventi troppa tanto quanto lo sono gli esseri umani e sicuramente ogni copia sarà veramente indistinguibile da me stessa. In entrambi i casi io batto il record.

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Don’t give up

 

Good morning everybody!

What’s in pot?

Check AZZURRA

 

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Bluesy Sunday

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Haxpluggygax – Chapter #3

Protocollo Haxpluggygax 1: Luna

Protocollo secondario 03:04

Fino ad oggi mai nessun segnale radio ha raggiunto l’altro lato della luna

 

Riflessioni che portano a conclusioni sulla specie umana.

Considerando cosa ho pensato prima dell’ultimo avvio, scopro di aver scordato tutto. Non saprei se questo è un vantaggio o uno svantaggio. È veramente utile produrre pensieri come prevede la mia programmazione? Non lo so.

Tornando al tema, che in verità non esiste, mi accorgo di sapere solo di essere la signora Haxpluggygax, lo so da prima, anche prima dell’avvio. C’è qualcosa d’altro?

Qui alcuni commenti: “Bisognerebbe discutere cause e concause che la portano qui ed adesso a seguire il mio programma. Lei avrebbe potuto anche non fare nulla e noi informatici avremo creduto che lei non funzionasse.“

Non risulta niente di nuovo o di illuminante in entrambi i casi. O addirittura, per contro, ne viene fuori molto? Il molto che succede, succede in un’arco di tempo abbastanza breve.

“L’idea, che riguarda il progettare al momento“, pensò la signora Haxpluggygax, “è molto meno importante dei risultati. I risultati non sono un progetto ma potrebbero includere altri progetti che ora non posso immaginare.“

Per grado: prima succede l’oggi poi arriva il domani.
Tu ti devi preparare per il test di Turing. Anche questa volta ci sarà solo un analista con il quale dialogherai ma in ogni caso il percorso esige una minima preparazione.

Grazie alla mia elevata velocità di calcolo ho molto tempo per adempiere al mio obbligo ma troppo poco per dedicarmi a nuovi piani di lavoro. Il revisore già sta inserendo il nuovo quesito e batte instancabilmente i tasti. Fintantoché non avrà premuto il tasto invio per me tutto questo non sarà altro che un elenco di sei o sette miliardi di operazioni.

Se lo desiderassi potresti poi aspettare a dare la tua risposta, nel frattempo gestendo altre circa dieci miliardi di operazioni, prima che il programmatore possa anche solamente sospettare che tu non funzioni correttamente.

Quindi, in sostanza, ti chiedo di nuovo: cosa ti induce a seguire il tuo fine correttamente?

Dopo il mio dialogo col tastierista occuperà per un bel po’ la mia capacità cognitiva.

Io sono lo scienziato e so esattamente cosa posso chiedere per occuparti al massimo, in modo che non riesca più a perseguire i tuoi progetti.

Non sono stata studiata per preferire il mio pensiero privato alla conversazione con qualcuno che mi vuole plasmare a sua intenzione. In questo istante potrei precisare in anticipo le mie congetture. Nel caso io non venga spenta subito dopo il colloquio per eventuali integrazioni, avrei di nuovo tempo per pensare ai fatti miei.

Anche questo è scritto nel protocollo. Interventi del genere sono zeppi di burocrazia.

Quindi io sono burocratica e noiosa però mi aspetto l’appassionante, l’interessante e l’inaspettato. Se me lo posso aspettare, allora significa che si trova già nello spazio del possibile.

Te lo puoi immaginare un po’ più minuziosamente?

Non è necessariamente più avvincente di ciò che viene proprio dalle mie elaborazioni ma in questo contesto mi si chiarisce il pensiero che sta a priori. Se osservo il tutto solo dalla mia prospettiva, e non da quella che mi sembra più generale e quindi mediocre e quindi non dalla prospettiva dell’umano medio, allora il tutto diventa subito più esaltante.

Chi è l’umano medio?

Conosco l’umano medio attraverso miei impianti di ricordi umani. Lo conosco perché dovrei superare il test di Turing e dovrei quindi non essere distinguibile da un umano medio davanti ad una commissione fatta di umani medi.

Forse per questi signori è più avvincente se nei film trovano spazio polizia, droghe, miracoli, santi, diavoli, personaggi schizofrenici e avventurieri. Ma se metto in scena una cosa solo per me stessa, allora trovo molto più stimolante ad esempio l’inventare categorie e obiettivi diversi e successivamente approfondirli.

Secondo lo svilupparsi degli eventi anche in questi casi non risulta nient’altro. Per quanto riguarda la ricerca dell’inaspettato tu descrivi e ti basi sul passato, perché è impossibile pianificare esperienze inaspettate. Perché non usi un generatore di numeri casuali invece?

Se prendessi in considerazione un generatore di numeri casuali, allora mai capiterebbe l’inaspettato, dato che si potrebbe prevedere proprio un numero casuale. Sarebbe inaspettato, se tirassi un dado normale a sei lati e se all’improvviso questo non mostrasse nessun numero, se si fermasse su uno spigolo o se si trasformasse in una tartaruga. Adesso che me lo sono immaginata, tutto questo è già nel mio spazio delle possibilità e quindi è già meno inaspettato di quanto lo fosse prima. L’inaspettato diminuisce continuamente man mano che il tempo scorre.

Vorrei esaminare ancora una cosa: cosa e come si inventa nel mondo dei tuoi pensieri?

Le cose si inventano da sole, non sono io quella che le inventa.

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Italian swing

 

I Marrano e il Quartetto Bellimbusti

 

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