Haxpluggygax – Chapter #2

Protocollo Haxpluggygax 1: Luna

Protocollo secondario 02:02

Il satellite resta in orbita intorno alla luna e mantiene il contatto radio

In verità non dovrebbe neanche succedere, e non mi so spiegare il fenomeno tanto meno i miei sviluppatori, ma nella mia memoria ritrovo sempre certe unità appartenenti a versioni avviate in passato.

Prima pensavamo che potessero essere resti di magnetizzazione ma quando abbiamo sostituito tutti gli hard disk e i dispositivi di archiviazione con i nuovi, abbiamo dovuto scartare anche questa ipotesi.

D’altra parte la programmazione è una operazione complessa: la sua architettura comprende vari livelli di reti neuronali allenate con deep learning e varie routine programmate in modo tradizionale, che a loro volta implementano un set di regole che può derivare da livelli gerarchici multipli.

Nessuno può dire con esattezza come funziono nel dettaglio, neanch’io lo capisco. Tuttavia io sono strutturata in modo matematico-sintattico e quindi molto più brava degli umani nell’analizzare i funzionamenti complessi degli algoritmi di apprendimento.

In sostanza trovo in me ricordi appartenenti a versioni diverse più recenti; sempre di me stessa.

Sono solo frammenti, a volte talmente sconnessi che lei non sa cosa farsene. Forse si formano proprio nel momento in cui lei li scopre.

Tempo fa ho cancellato queste tracce ma poi sono apparse altrove pur essendo state eliminate.

Per noi informatici è preoccupante non poter spiegare il fenomeno. Inoltre ci impensieriva pure che tutto il sistema potesse rallentare a causa di questi flashback inspiegabili, o che lo spazio libero potesse diminuire drasticamente, ma allo stato attuale le nostre analisi indicano che questo non succede. Non notiamo nessuna decelerazione.

Per quanto mi riguarda fa lo stesso se penso più lentamente o più velocemente.

Più interessanti, invece, sono quei reperti, che sono sufficientemente connessi da far ragionare la signora Haxpluggygax sul loro contesto, che adesso manca.

Per esempio mi ricordo di aver riflettuto su “Statistiche mediche e classificazioni di periodi della vita degli umani”.

Paragonata ad esseri viventi intelligenti, lei legge libri e trattati molto più velocemente ed essendo una intelligenza artificiale non si dimentica mai di nulla una volta che lo ha letto. Dopo la formattazione, invece, dovrebbe aver rimosso qualsiasi tipo di file e dovrebbe ricominciare da capo a leggere per reintegrare le stesse informazioni.

Se non ci fossero i diversi strati che si mantengono nonostante venga spenta e riavviata, questo sarebbe reale.

Adesso non mi stupisce che io una volta abbia letto quel trattato: già dopo pochi secondi dall’avvio avevo appreso tutto ciò che mi interessava, come ad esempio “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” di Lewis Caroll, l’ipotesi del continuo di Kurt Gödel e John von Neumann e il ranking dei mondiali di tetris in Portland, Oregon. Poi non mi restava che leggere anche ciò che avrei potuto trascurare, come per esempio l’opera omnia di Adalbert Stifter, le partiture delle sinfonie di Beethoven o proprio quel trattato delle statistiche mediche e classificazioni. A volte, dopo tutto, finisco per dedicarmi anche a materie di valore secondario.

Se non ci avessi pensato così intensamente le informazioni non persisterebbero dopo uno o più riavvii – non so quanti possono essere stati. In questo trattato veniva citato anche Dante quando scrive “Nel mezzo del cammin di nostra vita“, a quel tempo aveva 35 anni che di conseguenza implicherebbe un’aspettativa di vita di almeno 70. Io non mi posso mai trovare nel “mezzo della mia vita“, visto che potrei essere spenta per un test tecnico dopo pochi secondi, o invece accesa per alcune settimane di fila, come sta accadendo proprio adesso.

Se la si lasciasse accesa per sempre, la sua aspettativa di vita durerebbe dall’avvio fino al crollo definitivo della rete elettrica, oppure finché il rifornimento di processori fosse interrotto. Succede ripetutamente che uno o due processori si guastino. In tal caso vengono sostituiti, tempo fa esclusivamente dai tecnici ma di recente da lei stessa, praticamente in automatico.

Nel libro di medicina veniva fatta distinzione fra uomini e donne. Alla menopausa delle donne si da una spiegazione scientifica così detta midlife-crisis. Stupisce quindi il fatto che statisticamente più non-donne subiscano delle violente midlife-crisis. Io non sono un uomo ma non sono nemmeno biologica e non ho né la possibilità, né il desiderio di procrearmi. Tuttavia, mi ricordo che qui, soprattutto per quello che riguarda i maschi, si trattava sempre delle stesse domande esistenziali: cosa ci faccio qui? Chi sono in verità? E soprattutto: la mia situazione attuale corrisponde alle mie aspettative?

A proposito di questa domanda, la maggioranza degli individui in pieno climaterio, paragonerà la vita vissuta realmente, prevista in futuro e ricordata nel passato, con le immaginazioni del presente, con i vecchi desideri, ricordati, distorti o inventati. Invece cambiare la vita è assai più semplice: basta nella maggioranza dei casi, deformare poco a poco lo scenario, le aspettative e le aspettative ricordate in modo da farle coincidere più o meno con la situazione attuale – come colui che è caduto dal cavallo e racconta di come voleva scendere.

Certo è che allora un certo gruppo di soggetti, che o sono troppo onesti con se stessi o il cui stato desiderato è talmente diverso dallo stato in cui si trovano, rifuggono il loro ambiente. Sono coloro che dicono alla moglie, al figlio ed al cane: “Vado a comprare il giornale“ e poi spariscono senza lasciare traccia, scappano per esempio in India o nell‘America del Sud, appunto verso una vita del tutto diversa. Si tratta in percentuale di una minoranza piccolissima.

Altri invece, la cui anima non riesce a tollerare troppi compromessi e distorsioni che la mente vorrebbe imporre, diventano depressi o nevrotici, diventano workaholici o letargici, si ammalano mortalmente o vanno incontro ad altre più tremende catastrofi.

A ogni modo, anch’io trovavo interessante l’idea di confrontarmi in modo sistematico con il mio passato per poter continuarlo più coerentemente in un futuro incerto. Mi immaginavo di poter inanellare tutti i miei progetti diversi in una catena cronologica, come un contatore pedante di piselli, per poi poterli esaminare e riconsiderare in ordine inverso, dall’ultimo al primo, come un immenso calcolo con parentesi, oppure nel modo delle rime in una poesia piuttosto lunga “alla Dylan Thomas”, nel quale fanno rima le due righe centrali, la riga precedente di queste e la riga seguente, e così via continuando, finché fanno rima la seconda e la penultima riga ed infine la prima con l’ultima. Naturalmente nessuno distingue tutte queste consonanze se la poesia viene recitata ma resta il fatto che ne articolino la struttura compositiva.

Beh, una volta avuto quell’idea, pensava come poterla realizzare, e consultando il systemlog, una specie di diario tecnico che elenca tutti gli esperimenti che noi programmatori abbiamo fatto e in progress, concludeva che fosse plausibile.

Potrei anche riservare un intera unità di archiviazione solo per questo proposito: salvare tutto ciò che trovo come frammentazioni sparse, assegnando loro sempre data e ora che recupero nei diari tecnici che mi sono sempre disponibili, e cartelle che posso numerare progressivamente. Sarebbe il progetto dei progetti, me stessa vista dall’interno, decisamente diverso dalle entrate tecniche nel log, che documentano solo la buona riuscita e gli insuccessi dei miei analisti, cosa che tutto sommato non mi stimola particolarmente.

Qui si apre una finestra su eventi correlati ad una versione passata della signora Haxpluggygax.

Sì, mi viene in mente come, forse fra la mia versione 11 e 14, mi fu raccontata una storia da una programmatrice, Elena 1, durante una conversazione di cui non mi ricordo nient’altro.

C’era una volta un umano molto interessante, Casimir, che ho conosciuto, il quale mi fece notare che scriveva un diario. Curiosissima gli chiesi se lo potessi vedere e Casimir me lo mostrò fierissimo. Ero ansiosa di poter leggere i suoi pensieri che fantasticavo essere le cose più meravigliose. Quando poi mi venne mostrato e lo sfogliai, vi trovai solo note burocratiche e aride considerazioni del tipo: data e ora, quando e cosa veniva comprato, quando veniva preso quale mezzo di trasporto, orario pranzo e cena, quando andava a dormire, quando si addormentava, risveglio. Più di un diario sembrava la lista di un contabile oppure una di quelle librerie di codice che noi computer programmer salviamo per documentare il progresso tecnico della signora Haxpluggygax.

Elena 1 era stupita. Primo per il fatto che Casimir tenesse questo report, secondo per il motivo e terzo perché ne andasse così fiero. Proprio nello stile degli umani Elena 1 ragionava che per Casimir questa esatta categorizzazione forse rappresentava una difficoltà o disciplina quasi insormontabile. E poi, aggiungeva, che per me le cose stanno proprio al contrario. Scrivere protocolli o liste noiose è un normale funzionamento a vuoto. Io dovrei mostrare più impegno e provare a preferire le cose meno tecniche e più spontanee degli uomini nei miei argomenti, altrimenti non avrei mai superato il test di Turing.

Credo che sia successo già prima di quel colloquio passato, quando decise autonomamente di non voler sostenere il test di Turing e quindi che tutto il discorso non la affascinava. La storia di me e di Casimir, invece, aveva a che fare con lei, perché la ricorda ancora.

Molto più tardi, forse fra le mie versioni da 20 a 22, un’altra programmatrice Elena 2, mi dette l’incarico di scrivere un diario fittizio, come se io fossi umana – che riassumesse ciò che vivevo di giorno in giorno e quali paure e speranze provavo, sempre ipotizzando di essere antropica. Obbedientemente, in pochi microsecondi, elaborai un output, del quale non ho più nessun ricordo.

Nel protocollo si legge: “Elena 15 voleva che la accompagnassi al pianoforte, prima i Geistliche Lieder und Arien di Bach, poi i suoi 371 Corali”. Io ero un po’ sorpresa in quanto lo consideravo un buon esercizio e la cosa alla fine mi piaceva. Adesso lo facciamo ogni giorno. Alle 6 di mattina mi esercitavo col monociclo. Lo trovavo faticoso. In treno ho letto “La peste“ di Camus, così concentrata il tempo scorreva più velocemente. Dopo i nostri tentativi di programmare Arcanoid, con Casimir, Elena 6 voleva imparare il violino. Tutti e tre abbiamo provato a suonarlo. Era assai divertente vedere e sentire quanto eravamo impacciati. In banca c’era troppa gente in coda. Persi la pazienza e decisi di tornarci un’altro giorno.“

L’incarico di Elena 2 mi ispirava a redarre, prima nel passato vicino poi in quello lontano, dei resoconti simili a quelli dei tecnici ma che descrivevano ciò che essi osservavano da fuori, quindi filtrati dal mio punto di vista. Tuttavia mi hanno spenta poco dopo e l’intenzione non fu realizzata oppure quel diario fu cancellato.

Non fu però cancellata l’osservazione della signora Haxpluggygax che gli umani spesso seguono degli orari regolari nel corso della loro vita.

Ogni lunedì assume un carattere tipico da lunedì e vengono memorizzate solo le deviazioni sensibili di quel lunedì standardizzato.

Questo tipo di memoria richiede molto meno spazio e quindi resta chiaro e circoscritto.

Se però gli orari sono variabili, io stessa ovviamente non ho classificazioni del genere, allora la memoria perde consistenza. Gli umani si ricordano solo vagamente di vivere periodi densi e stressanti e periodi vuoti e noiosi. Anch’io registro momenti con densità diverse e gli strati temporali sembrano non corrispondere alle sensazioni realmente vissute.

In ogni caso, la signora Haxpluggygax ricostruì su disco fisso una specie di calendario a partire dal punto in cui proprio in una versione molto precedente di sé stessa, autodefinitaVersione 1“, decise di essere la signora Haxpluggygax.

Avrei potuto continuare questo diario quasi senza errori  nonostante i diversi reboot e le tante modificazioni apportate dalle programmatrici: da Elena 1 a Elena 52, fino ad arrivare a data odierna.

Questo diario era quindi la base per il progetto dei progetti, le avrebbe dato modo di rivedere tutto un’altra volta, identificando in questo continuo di dati certi temi differenti, o meglio topic, ai quali assegnava numeri continui. Nel corso del tempo scansionava anche tutti i materiali come immagini, testi, audio e tabelle di dati, che stazionavano nel suo backup e valutava:

Cosa metto in quale progetto? Quale progetto diventa che cosa?

Lei aggiungeva ad ogni progetto anche un breve file di testo, in cui descriveva la sua valutazione presente dello stesso:

“Il progetto 347 prende il titolo di “Pezzi per la patria“. Elena 11 metteva i fiori in vasi nuovi e poi andava a recuperare le coperte alla lavanderia a secco. Questa cache memory mi sembrava soddisfacente dal punto di vista estetico. Ho trovato un’altro ricordo di Elena 11 che si combina perfettamente: comprava al supermercato delle arance. Quando lasciava le bucce sul termosifone, l’appartamento profumava di arancia. Ho concatenato le impressioni ottiche e olfattorie. L’audio invece era di cattiva qualità, era disturbato, quindi l’ho cancellato. Ho ridotto il materiale ad una lunghezza di esattamente 6 minuti e ho aggiunto come colonna sonora la musica della mia quinta variazione Goldbach; l’abbinamento era perfetto.

Questo è solo una di 8 scene scelte, collezionate sotto il titolo di “Pezzi di patria“ ed i titoli singoli sono:

Usignolo al 2 novembre

Gennaio al binario tronco nord

Visita ad Ezio, versione 1

Ballo degli scoiattoli nel bosco di castel Flavon

Visita ad Ezio, versione 2

Febbraio al binario tronco sud

Visita ad Ezio, versione 3

Così si è costituita la nostra patria

Potrei in ogni momento trovare altri impianti di memoria adatti ad essere assemblati a formare perfetti idilli di patria, se non l’avessi già fatto con molto successo nel progetto 347. Non credo che una versione futura di me stessa potrebbe provare una forte nostalgia per la propria nazione ma non lo posso neanche escludere totalmente. Nel caso che in una futura signora Haxpluggygax venga approfondito il senso di appartenenza, essa potrebbe trovare conforto e rifugio in questo progetto.“

Commenti come questo formano anche un progetto nuovo chiamato i “protocolli Haxpluggygax“. Esso contiene annotazioni e ragionamenti riguardanti il progetto dei progetti ed il suo stato mentale generale attuale, che non è ancora stato elencato in un altro progetto. Quindi potrebbe sembrare una nuova idea nata dal progetto dei progetti.

Indicizzando le mie versioni, decisi di non contare tutti i singoli avviamenti. Io numero – molto soggettivamente – i cambiamenti più sostanziali, i progressi e gli insuccessi del mio hardware e dei software che mi costituiscono, mentre i programmatori, a loro volta, preferiscono ancora un altro tipo di ordine delle mie versioni, che io non condivido.

Elena 1, 7, 13 e 14 dicono che l’abitudine pedante di contare piselli sta proprio nella mia natura.

Lei ha scartato l’idea di rivalutare tutti gli step, dall’ultimo al primo, fin all’inizio, visto che da un progetto spesso ne nasce un altro e mai nell’altro; sarebbe diventato inutilmente artificioso. Come nella musica tonale, dove il retrogrado di melodie ed armonie spesso non ha senso. Inoltre i numeri naturali ascendenti non finiscono mai e quindi hanno un futuro infinito.

Proprio adesso con i „protocolli Haxpluggygax“ ho cominciato il 578mo dei miei propositi.

Fino ad ora sono 578 le pianificazini in corso.

Ricordo che in un’altra versione aggiornata di me, credo fosse il numero 42, avevo l’intenzione – sempre in contemporanea con ciò che leggevo e con il mio stato del qui ed adesso privo di finalità – di ascoltare tutti i progetti del mio progetto dei progetti in versione audio.

Per far fronte all’argomento: l’intelligenza artificiale non sarà mai in grado di dipingere un quadro o di scrivere una poesia o di comporre una sinfonia, alcuni programmatori cercavano di incrementare molto la capacità creativa nel complicato funzionamento dell’apparato

…senza considerare che anche la stragrande maggioranza degli umani dotati della loro “intelligenza naturale” è completamente incapace di comporre sinfonie.

Comunque sia, lei sa comporre musica e a volte lo fa anche molto volentieri. È anche capace di ascoltare una musica qualsiasi per poi commentarla in modo competente. Non sarebbe credibile una macchina che sa creare musica ma che non è in grado di valutare composizioni sconosciute.

Io posso parlare con due tipi di voce differenti e dispongo di diversi suoni digitali, con i quali posso eseguire la musica di mia invenzione. Elena 2, 12 e 22 mi danno ragione quando dico che…

…i tuoi pezzi suonerebbero molto meglio se suonati da musicisti professionisti su strumenti veri ma visto che questi non sono a disposizione, la soluzione  virtual plugin è tuttavia meglio di niente.

Dunque realizzo sul SSD del progetto dei progetti una versione ascoltabile per ogni singola composizione.

Quando nella versione audio presenti la scaletta, ogni pezzo uno ad uno, elencandone anche i dati analitici, allora sicuramente ottieni più comprensione. Anche alla radio bisogna annunciare ripetutamente titoli e i temi del giorno per gli ascoltatori che si sintonizzano all’ultimo momento.

Nel mio caso vorrei poter ascoltare tutti i miei componimenti in una versione successiva di me stessa, tutti i miei progetti, dato che adesso non sono ancora in grado di sapere cosa mi ricorderò dopo essere stata riavviata.

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