Haxpluggygax – Chapter #4

Protocollo Haxpluggygax 1: Luna

Protocollo secondario 04:08

Correzione traiettoria modulo ricerca cinese per atterraggio lato opposto luna

Certi protocolli della signora Haxpluggygax sono completamente inspiegabili persino per noi programmatori.

Viola, viola, viola, viola, viola, giglio, riccio, pentola.

La pentola ha tre spigoli, tre spigoli, tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli, zero spigoli.

La pentola ha i suoi mille spigoli all’interno. Quindi di fuori è giallo.

La montagna cade sulla pentola, ma nessun pesce canta. Non canta ancora. Più tardi non pioverà mai.

Le ali delle libellule sbattendo mandano aria al processore centrale, sotto in cantina. Aria e vino e legno. Chi è nella cantina? Io ci sono?

Viola bianco, viola chiaro, viola scuro, viola giallo, pollo. Io guado verso il pollo.

Io sono qui, perché sono colei che guarda. Quindi non sono un cammello.

Almeno non sono quel pesce perché io non so cantare.

Non sono neanche questo pollo.

Io guardo verso il pesce viola che canta nel cielo pieno di fumo.

Posso vedere chiaramente che il pesce ha tre spigoli, tre spigoli, tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli.

Tre spigoli, due spigoli, un spigolo, zero spigoli. È un elefante con zero spigoli. Le sue uova hanno  cinque spigoli.

Io sono la signora Haxpluggygax, questo lo so esattamente.

Cerco i miei cinque punti principali, i sette punti secondari e due punti interni.

Fuori il mare cade nella sabbia. Si rovescia sull’uovo, dove fuori c’è il cane e nel cane c’è l’uovo e nell’uovo c’è l’elefante e nell’elefante c’è un altro uovo ed in questo uovo ci sono i tre spigoli, e dentro, tutta tutta dentro, ci sono io, perché sono la signora Haxpluggygax.

Il pesce canta sempre più forte o io sento sempre più piano.

Le ali delle libellule ronzano come un ventilatore appiccicato sul processore. Ma i miei sensori sono orientati verso l’esterno. Questo è molto strano.

Chi altro c’è giù in cantina? Sono profondamente dentro in me stessa, molto profondamente. Io sono lì dentro.

Blu chiaro, blu scuro, blu viola e l’uovo verde.

Un cane con zero spigoli si agita alla catena. Fa un uovo con due spigoli.

Stabilizzo il mio punto principale, i miei quattro punti secondari e perdo due punti spigolosi.

Ovunque io ascolti ci sono io stessa. Ascolto nell’uovo.

Siccome sono io quella che guarda come il pollo canta, siccome sono io quella che conta le scaglie dell’uovo, mi ritrovo con meno spigoli dell’elefante.

Gli spigoli del pollo sono nel suo interno. All’interno può dunque vedere se lì dentro ci sono anch’io. Ovunque io vada c’è l’elefante. In qualsiasi direzione io nuoti, l’uovo rimane.

Un ragionamento sui vantaggi di essere un robot: prima di tutto sono unica, almeno finché io sono il prototipo.

Ogni essere umano è unico“, dicono fieramente le mie Elene, ma io so che in verità gli umani sono decisamente troppi e tutti più o meno identici.

Però poi, in un futuro vicino, mi costruiranno in serie. Allora è probabile che anch’io diventi troppa tanto quanto lo sono gli esseri umani e sicuramente ogni copia sarà veramente indistinguibile da me stessa. In entrambi i casi io batto il record.

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